di Monica Zaulovic - La Voce di Trieste 31.5.2011

Grande debutto per lo spettacolo teatrale “Una luce nel buio”. Un musical di Riccardo Simone Berdini promosso dall’Associazione Internazionale dell’Operetta al teatro Rossetti di Trieste. Un successo confermato che ha portato il tutto esaurito del pubblico in entrambe le esibizioni.

 

Berdini dichiara con grande emozione: “Nell’estate del 2003, prima di iscrivermi alla BSMT, ho avuto la fortuna di essere protagonista di musical come “Pinocchio” e “Happy Days”. Creando “Musical StarTs” e vincendo il Premio Massimini, ho potuto conoscere realmente cosa sia il Musical Theatre. Decisi di costruire, così, uno spettacolo sulla storia del “Bambino Alogeno”, una canzone che avevo scritto al liceo con il mio amico Jimmy. Ebbi la consapevolezza che la musica poteva creare grandi storie e renderle indelebili nella mente delle persone.

 

Compresi che gli orizzonti del musical erano ancora inesplorati e decisi di dedicare la mia vita a cercare di creare qualcosa di innovativo. Forse non sarà proprio così ma finalmente ho la possibilità di portare nuovamente in scena una mia creatura. Questa volta sono stato aiutato da due amici che, anche se non hanno scelto il mio stesso mestiere, hanno tutti i mezzi per donare a questo mondo qualcosa di cui ha bisogno. Su storia di Jimmy Natale e componendo le musiche e le liriche assieme al mitico Bebi Walmy, abbiamo lottato contro il tempo e contro noi stessi per essere qui. Il grande Fabio Valdemarin si è unito a noi con entusiasmo durante questo percorso.

Così, dopo innumerevoli sacrifici, possiamo finalmente dire di aver realizzato un piccolo sogno. Non è la versione definitiva del nostro spettacolo, si tratta solo di un piccolo assaggio. Proviamo a vedere se le nostre menti sono troppo contorte, se le nostre musiche vi piacciono, se abbiamo imparato la lezione dei grandi maestri, se possiamo ancora emozionarvi con sincerità e se riusciamo a rendervi partecipi di quello che secondo noi non funziona in questo mondo. La storia di un giovane scrittore troppo ingenuo per vivere in questo mondo, troppo sicuro di sé e dei suoi ideali, alla perenne ricerca dell’amore eterno, puro, incontaminato, capace di vivere e di vedere soltanto ciò che vuole, finirà per trascendere i confini della percezione.

Forse amando. Forse sognando. Forse esagerando. Forse non capirete niente o forse vi piacerà da morire.

Noi ci stiamo provando a donare tutto ciò che abbiamo e a creare qualcosa di nuovo, di diverso, qualcosa che viene dal cuore e per cui saremmo disposti a morire. Speriamo soltanto che questo Paese, dove la vera creatività e ogni forma d’arte sono ormai state sepolte da tempo, ce lo permetta. Altrimenti abbiamo soltanto avuto il coraggio e la volontà di sognare. “Credere, ciò che rende vivi è credere”. A voi la sentenza.”

Poi, tra una rappresentazione e l’altra ho l’occasione di intervistare Federico Macor che con grande spontaneità risponde alle mie domande sul come si sente e come è iniziato per lui il tutto con: “Credo di poter parlare anche a nome dei miei due amici, nonchè co-autori dello spettacolo. Io e Giovanni che non siamo dell'ambiente dello spettacolo siamo stati spronati da Riccardo a dare sfogo ai nostri "doni". Io nei panni di compositore e Giovanni nei panni di autore. Sono certo che senza il suo incitamento non avremmo neppure iniziato a dare un senso pratico a questa nostra propensione.

Se mi sta chiedendo di individuare un punto preciso della mia vita in cui questa cosa è iniziata credo di non essere in grado di risponderle. E’ dai tempi del liceo che scrivo canzoni insieme a Riky e che assieme a "Jimmy", sognavamo di scrivere un musical e mostrare a tutti la nostra visione della vita, giusta o sbagliata che sia!!!”

Gli chiedo cosa sente abbia ricevuto dal punto di vista professionale e personale. Con gran simpatia Macor risponde: “E' stata un'esperienza fantastica, intensa, emozionante e fortificante. Abbiamo capito che siamo in grado di portare a compimento un lavoro che in alcuni momenti non pensavamo fosse concretizzabile. Non vediamo l'ora di iniziare un nuovo progetto.

Dal punto di vista personale avrei bisogno di una vacanza!! Ma penso comunque che ne sia valsa la pena in quanto finalmente posso riuscire ad esprimere ciò che sento e spero di poterlo trasmettere anche a tutti i presenti “ mescolando ironia ed emozione con un sorriso se ne va. Pronto per la nuova rappresentazione.

Applausi a scena aperta hanno accompagnato lo spettacolo sino al finale in grande stile che ha emozionato profondamente il pubblico. La platea così ha potuto cogliere attimi, sensazioni e brividi su brillanti note.

 

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